Dicono di noi... La volpe
- Pelosoficamente

- 3 gen
- Tempo di lettura: 4 min

La volpe è un mammifero appartenente alla famiglia dei Canidi.
La specie più diffusa e conosciuta è la volpe rossa (Vulpes vulpes).
È caratterizzata dal muso appuntito, orecchie dritte e una folta coda dalla punta bianca. Il suo pelliccio varia dal color fulvo al rosso-arancio. La volpe è onnivora, si nutre di piccoli roditori, conigli, uccelli, insetti, rettili e di frutta e bacche.
È un animale prevalentemente notturno e solitario; anche se recenti osservazioni rilevano che il comportamento della volpe sia diverso se vicina ai centri urbani, dove si osserva un movimento sociale di gruppo delle volpi.

La volpe è nota per la sua intelligenza e per la sua astuzia, doti che le permettono di cacciare piccole prede o trovare cibo in ambienti difficili, ma soprattutto di adattarsi nell'ambiente. Infatti, la volpe ha una grande capacità adattativa e versatile e si è adattata a vivere in tutti e cinque i continenti; solitamente però predilige i boschi o nelle praterie con la tendenza a stare nascosta e preparare o ricavare tane sicure scavando cunicoli e buche molto articolate. Tuttavia sempre più spesso, la si vede anche in aree urbane e suburbane.

La volpe emette una comunicazione verbale dal verso acuto in un'ampia gamma di suoni, chiamato guaito o gannito, utile per segnalare diverse situazioni comunicando messaggi differenti a seconda delle necessità.

La volpe simboleggia principalmente l'astuzia, l'ingegno e la furbizia; nel senso comune le si attribuisce anche una simbologia negativa se riferita all'inganno o alla malizia,.
La sua capacità adattativa e comportamentale, nonché la sua capacità di risolvere problemi con astuzia creativa per superare ostacoli è stata spesso utilizzata da fiabe e racconti tramandando grandi metafore radicate fino ai nostri tempi; in sostanza la volpe rappresenta l'intuizione, l'animale che vede oltre le apparenze, quello che percepisce l'invisibile e il buio divenendo persino in alcune culture una guida spirituale associata alla magia e all'al di là.
La volpe è un animale schivo che tende a nascondersi e cacciare di notte con una formidabile destrezza e acutezza. Spesso i cuccioli rubano degli oggetti nelle cascine e sono davvero molto curiosi e divertenti.
Alla fine degli anni cinquanta del Novecento, dopo aver letto con grande interesse il libro di Darwin "L'origine delle specie, il genetista russo Dimitry K. Belyayev riuscì ad imbastire un'esperimento, che è tutt'ora in corso, in Siberia, tentando di definire e ricostruire, a livello pratico, la domesticazione animale utilizzando le volpi. Animato da una forte passione per la genetica, Balyayev, e affascinato dal processo che aveva portato dal lupo al cane, iniziò a ricostruire e riprodurre tale processo con un animale che non era mai stato addomesticato prima, ma solo allevato per la riproduzione delle pellicce, ossia le volpi argentate (una variante della volpe rossa particolarmente "aggressiva" scriveranno), ma lui scelse con cura cinquanta maschi e duecento femmine che mostravano un comportamento più docile nei confronti dell'uomo e fece in modo che questi esemplari non prendessero confidenza, né che si abituassero alla presenza umana. E, attraverso un'attenta osservazione, seguendo regole che sono valide ancora oggi, i ricercatori stilarono una classifica degli esemplari meno aggressivi, come si presume sia avvenuto con la domesticazione del lupo, iniziando a far riprodurre solo gli esemplari più mansueti e, a distanza di oltre settant'anni, alla ventesima generazione l'élite riproduttiva delle volpi appartiene a questo gruppo.
L'interessante esperimento ha portato alla luce, con grande entusiasmo dei ricercatori, una serie di imprevisti cambiamenti fisici e fisiologici: le modificazioni tipiche della domesticazione, come ad esempio la depigmentazione del pelo, l'arricciarsi della coda, le orecchie pendule, la calotta cranica più arrotondata; e, in sesta generazione le volpi dell'esperimento di Belyayev si mostravano molto docili con l'uomo, ossia le volpi non temevano più il contatto con l'umano. I livelli ormonali delle volpi addomesticate nell'esperimento testimoniarono una grande diminuzione degli ormoni tiroidei e dei corticosteroidi. Nel 2005 i ricercatori annunciarono che tutte le volpi avevano sviluppato la propensione alla compagnia umana.
L'esperimento di Belyayev rileva che la domesticazione è un processa biologico-evolutivo riproducibile e che la selezione artificiale influenza e influisce sia sul comportamento che sui tratti fisici come se queste fossero collegate... (Nell'esperimento inverso, che ha ottenuto esemplari molto aggressivi, non vi fu nessuna modificazione fenotipica rispetto la condizione di partenza).
In natura se riusciamo ad osservare le volpi esse sono schive ma curiose, riescono ad osservare con astuzia senza essere viste, scrutano e studiano con la giusta distanza. I cuccioli, invece, sono molto ingenui e allegri e questo ci rimanda, ancora una volta, a riflettere sull'osservare come, ma anche, a porci il più possibile lontani e distanti da ciò che crediamo di conoscere, proprio come i cuccioli di volpe...

Molti fattori non sono ancora chiariti dalla scienza, alcuni potrebbero non essere mai svelati, ma di certo possiamo affermare che la domesticazione ha in sé il più antico e insito dei governi: Il poter controllare qualcosa o qualcuno.
Non dimenticare di partecipare nei commenti!
Pelosoficamente




Commenti