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Pelosoficamente

Pelosophìa         il punto di vista dell'altro...

Chi è?

Aggiornamento: 21 nov

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Ogni volta che incontriamo qualcuno, che esso sia un'animale o un umano, dovremmo chiederci "Chi è?" 

Può sembrarci una domanda semplice e forse anche un tantino banale ma vi assicuro che non lo è per niente; anzi, il più delle volte commettiamo l'errore di non essere oggettivi e coerenti nel fornire a noi stessi la risposta a questa domanda. Una domanda che è, invece, estremamente importante e preziosa sia nella relazione, sia nella comunicazione che è per lo più, come tutti sappiamo, fondamentalmente non verbale.

Ed è proprio la riflessione su questa risposta che ci consente in qualche modo di interagire o di connetterci con un altro individuo, con un altro da me

Prendiamo il tempo per riflettere perché su questo non ci riflettiamo abbastanza... 

 

Chi abbiamo davanti a noi è un altro individuo

 

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Un soggetto unico al mondo che ha un suo peculiare vissuto, una sua particolare esperienza, una sua precisa visione del mondo e nel mondo; in altre parole, il suo sentire, il suo percepire il mondo e il mondo degli altri dipenderà proprio da quello specifico bagaglio esperienziale, oltre che dalla genetica e dalla storia evolutiva da cui proviene.

 


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Paul Dumouchel in "EMOZIONI, Saggio sul corpo e sul sociale" offre una risposta originale:

"Se il corpo è ciò che ci mi nasconde al mondo, esso è anche ciò che mi consegna agli altri".

Le emozioni sfuggono all'autorità soggettiva e isolata, la superano e irrompono nella soggettività dell'altro ponendosi in reciprocità, in interconnessione, costituendosi come un'interdipendenza in una dimensione fondamentale del legame sociale.

 

Molto di ciò che accade tra noi e gli altri è già correttamente percepito a livello biochimico, neuronale e inconscio e viene custodito e incanalato attraverso il nostro corpo e, contemporaneamente, la stessa identica situazione si realizza simultaneamente nell'altro che incontriamo, e così via senza posa, incessantemente, che lo sappiamo o no...

 

"La relazione viene prima, (virgola) precede" (Gregory Bateson)
"La relazione viene prima, (virgola) precede" (Gregory Bateson)

Amore, odio, timori, fiducia, ansia, ostilità, e, così via, sono astrazioni che si riferiscono a trame di relazioni, scriverà Gregory Bateson (1966), trame di relazioni che precedono, virgola, vengono prima.

 

Un vantaggio adattativo che intercorre senza posa coordinandosi tra noi-gli altri-e-il mondo. 

Un vantaggio che è l'unica possibilità di sopravvivenza per noi mammiferi simbolici ma altamente sociali.


La nostra coordinazione è continuamente modulata dai nostri processi emozionali interagenti e azioni mimico-comportamentali e insieme linguistiche.

 

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Ebbene quando ci approcciamo al mondo animale dobbiamo aver riflettuto a lungo su questi argomenti (qui solo accennati) poichè, che lo sappiamo o no e che ci piaccia o no, sono l'essenza che irrompe e domina nel mondo animale.

 

Nel mondo animale la chimica che intercorre, la posizione nello spazio, la postura, la distanza, la mimica e tutti i cosiddetti segnali minimi, che spesso non possiamo osservare, avvengono! Creando un'immediata comunicazione che come tutti sappiamo è contenuta nel cosiddetto linguaggio non verbale.


Lorena Bianchi


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