Dicono di noi ...L'asino
- 17 dic 2025
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Aggiornamento: 28 gen

L’asino è un mammifero appartenente alla famiglia degli equidi ed è una specie in via di estinzione.
L’asino è dotato di una grande resistenza fisica e di una grande capacità di adattamento.
L’asino ha un fortissimo istinto di conservazione che viene spesso scambiato per testardaggine ma, a differenza del cavallo che di fronte a un pericolo tende per reazione alla fuga, l'asino si immobilizza per valutare la situazione.
Nei secoli questo suo immobilizzarsi è stato inteso come un suo rifiuto a muoversi che è stato interpretato come pigrizia, stupidità o testardaggine. In realtà il suo rifiuto a muoversi è un meccanismo di valutazione, volto alla prudenza che è una caratteristica dell’intelligenza.

Contrariamente allo stereotipo oramai assodato della “testardaggine”, che accredita all’asino una connotazione dispregiativa, l'asino è invece, un animale molto intelligente e molto prudente, che si concede molto tempo per osservare, scrutare e capire. La sua è sempre un’osservazione molto accurata, dotata di tanta memoria e di perseveranza con la quale si destreggia con estrema cautela divenendo determinato, sicuro e collaborativo solo quando ha capito.
Il suo addomesticamento è un evento cruciale della storia umana ed è avvenuto circa settemila anni fa (intorno al 5000 a.C.) in Africa orientale; recenti studi confermerebbero che l’asino, a differenza del cavallo, sia stato addomesticato in un unico evento originario probabilmente in Kenya e il Corno d’Africa da pastori che iniziarono a domare l’asino selvatico africano.

L'addomesticamento dell'asino ha preceduto quello del cavallo di circa tremila anni. Si potrebbe affermare che l'asino fu il primo vero "mezzo" della logistica terrestre.
L’asino si connota in un dualismo culturale: da una parte il disprezzo e una connotazione dunque negativa, dall’altra, una visione positiva legata alla tradizione cristiana, divenendo quindi simbolo di umiltà, pazienza e di servizio.
Grazie alla sua indole calma e socievole, l'asino viene impiegato con successo nella pet therapy (onoterapia) per assistere persone con disabilità o disturbi emotivi o psichiatrici.

Da "L'asino che cura" di Patrizia Reinger Cantiello:
[ "... Non è a partire dalle scoperte scientifiche che siamo arrivati all'asino, bensì è il lavoro con gli asini che ci ha fatto incontrare delle ipotesi già dibattute in ambito accademico...
... Dal punto di vista dell'asino si può parlare di disponibilità: L'asino è sempre incline a condividere un'esperienza con chi ha intorno..."
E su questa frase vi invito caldamente a riflettere sulla connotazione culturale assodata nei confronti degli asinelli, i quali però sono sempre inclini, a differenza della specie umana, a condividere…
L'asino ci ha servito per millenni ed ora eccolo qui ancora disponibile a condividere, ad accogliere, scrive l'autrice, ogni nostra richiesta di aiuto :" ... Incontrare l'asino non è mai un'esperienza che lascia indifferenti: l'asino ci chiama in causa..."
"Il suo modo di abitare il mondo sembra creare spontaneamente una sorta di trama in cui diventa possibile appartenere, incontrarsi: "ci mette in rete", per utilizzare un'espressione altamente attuale"...


Voi cosa ne pensate? Conoscete gli asinelli? Dateci il vostro pensiero, fate l'esercizio di prestare la voce all'altro da me, all'asinello... Prendiamo dimestichezza con l'esercizio di uscire dagli schemi...
Pelosoficamente è condividere e partecipare...
Scriveteci e partecipate nei commenti...
Pelosoficamente © Lorena Bianchi




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