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L'astuzia della volpe

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    Pelosoficamente
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  • Tempo di lettura: 4 min
L'astuzia della volpe
L'astuzia della volpe

Nelle favole classiche la volpe è l'archetipo lontano che richiama l'astuzia, la furbizia ma anche la manipolazione; la volpe è sempre quell'animale che raramente utilizza la forza fisica, preferendo sfruttare la vanità (o la stupidità) per ottenere ciò che vuole (o per non riuscirci)...

La volpe è simbolo di un'intelligenza pragmatica, orientata alla sopravvivenza, orientata ad un risultato utile, concreto e reale; una virtù questa che, se accompagnata dalla vanità, diventa malizia. E quando l'astuzia non è utile a soddisfare un bisogno ma solo a dimostrare la propria superiorità diventa compiacimento, così, la vanità spinge la volpe a manipolare gli altri, non più per necessità ma per il gusto di ingannare e compiacersi della propria furbizia, trasformando l'abilità pratica in un vizio morale. Dunque la volpe si rivela come l'ingannatrice, colei che utilizza l'eloquenza o il metodo della lusinga per raggirare le prede o i rivali più forti come con il lupo o con il leone. Oppure si rivela nelle favole come la volpe opportunista, colei che agisce per il proprio tornaconto e senza scrupoli morali.

Tutti ricorderemo Le avventure di Pinocchio scritto da Collodi tra il 1881 e il 1883 in cui, insieme al Gatto, la Volpe rappresenta il truffatore di strada che sfrutta l'ingenuità del protagonista per rubargli le monete d'oro.


La volpe e il corvo
La volpe e il corvo

Nella favola "Il corvo e la volpe" (Fedro/ La Fontaine) la volpe loda la bellezza e la voce del corvo per spingerlo a cantare; così facendo preso dalle lusinghe, il corvo canta e si lascia cadere il pezzetto di formaggio che ha nel becco che, prontamente e furbamente, la volpe gli ruba.

Nel "La volpe e la cicogna" la volpe invita la cicogna a cena servendole un piatto di brodo in un piatto piano, dunque impossibile da bere per la cicogna, la quale ricambia servendo alla volpe del cibo in un vaso lungo e stretto dando così una lezione alla volpe di chi la fa l'aspetti. Nel "La Volpe senza Coda" la volpe dopo aver perso la coda si prodiga a convincere tutte le altre volpi a tagliarsi la loro coda per non farla sentire sola in quella condizione. La favola ammonisce coloro che trascinano gli altri nella propria miseria, ma anche coloro che si lasciano trascinare.



Sono molte le favole con la volpe come protagonista (e, ancora una volta un animale), che ci hanno consegnato delle morali, delle metafore culturali che hanno viaggiato nel tempo e che ci appartengono.

Le favole andrebbero sempre lette fedelmente perché ognuna porta con sé rivoli da scovare. Le favole non andrebbero striminzite, ma raccontate e, semmai allargate...


La volpe e l'uva


C'era una volta una volpe molto furba. Al suo apparire tutti gli animali del bosco fuggivano, sapendo quanto fosse crudele e insaziabile, tanto che alla fine si ritrovò senza più niente da mangiare. Affamata, la volpe giunse in un vigneto. Passò di fianco a dei tralci di vite da cui pendevano grossi grappoli d'uva matura, che parevano dolci e succosi. "Uva?" disse fra sé e sé la volpe, "con la fame che ho, meglio che niente..". Così si alzò sulle zampe posteriori e saltò con agilità per afferrare un po' d'uva, ma non riuscì a raggiungerla. Allora si allontanò per prendere la rincorsa e provò ancora, e, ancora con tutte le sue forze. Riprovò più e più volte, con ostinazione ma senza alcun successo "I grappoli d'uva sembravano sempre più lontani" disse la volpe.
"Cra! Cra! Cra!" rideva dall'alto di un ramo una cornacchia, prendendosi gioco di lei.
"Quest'uva è troppo acerba!" Poco importa se non riesco ad afferrarla... ritornerò quando sarà matura!" Concluse ad alta voce la volpe, gonfiando il petto per darsi un contegno, nonostante la delusione patita e la pancia vuota.


Trovare un solo insegnamento in questa favola è arduo, anche se normalmente si accredita a questa favola la morale del non disprezzare ciò che non si può avere o del non sminuire ciò che non si riesce ad ottenere in quanto la volpe, non riuscendo a raggiungere l'uva nonostante i numerosi tentativi, dichiari che l'uva fosse "ancora acerba" per non ammettere la propria impotenza o incapacità. Tale morale però ha anche un significato più intrinseco e profondo se ci riflettiamo bene poichè porta alla luce proprio quella peculiare tendenza umana a sminuire un obiettivo, o un lavoro quando non si hanno i mezzi, quando si crede di non possedere le capacità o di non avere la semplice determinazione per raggiungere determinati obiettivi e, questo atteggiamento, che spesso oggi lo si attribuisce alla mancanza di tempo, non raggiunge l'imparare ad imparare, o l'uva come per la volpe. 

Questa riflessione in psicologia è definita dissonanza cognitiva, ossia, cambiare la propria percezione della realtà per non affrontare la frustrazione o, la frustrazione del fallimento, e dunque, molte situazioni diventano uva passando da deliziose ad acerbe!

La mancanza di onestà nel riconoscere i propri limiti ,o nel riconoscere che potremmo impegnarci di più, conduce ad un'assenza di umiltà, così, come la volpe, preferiamo mentire a noi stessi e, con astuzia, proteggiamo un falso orgoglio o non affrontiamo un problema, un limite, o semplicemente non ammettiamo che non ci abbiamo posto l'impegno necessario.

La favola fungerebbe anche da monito contro la presunzione, l'auto-illusione, l'auto-inganno, suggerendo quindi che riconoscere un limite è il primo passo per superarlo, mentre il disprezzare l'obiettivo è solo una maschera, un coprire con malizia a noi stessi quel di più che potremmo afferrare anche dal fallimento di un tentativo. A volte per invidia, a volte per pigrizia, a volte per poco impegno o sforzo riflessivo, portiamo a spendere le energie altrove piuttosto che sull'obiettivo o sul semplice pensarlo.

La malizia è il risultato di un'intelligenza che, priva di freni etici o morali, o prevaricata da un ego forte, smette di essere uno strumento di adattamento e diventa un mezzo di prevaricazione, o di abuso, di violazione o trasgressione.

volpe
volpe

Voi ci avevate mai riflettuto?

Conoscevate questi racconti?

Che morali si possono catturare? Scrivete e aprite dialogo costruttivo nei commenti..


Pelosoficamente

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