top of page

La carica dei 101 e la formica... Narrazioni

  • Immagine del redattore: Pelosoficamente
    Pelosoficamente
  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 31 dic 2025

Scooby-Doo
Scooby-Doo

No! Non ci siamo sbagliati questa è la sezione Narrazioni e Racconti...

E sì! Abbiamo scritto consapevolmente "La carica dei 101 e la formica"...

Ma non era la Cicala e la formica? La famosa favola di Esopo la cui morale è chiara e tramandata...

Sì! Ma questa è un'altra storia...


Una delle caratteristiche iconiche dell'alano Scooby-Doo è che avesse sempre paura, o che comunque che si spaventasse, ciononostante nelle situazioni era sempre pronto ad aiutare il suo compagno umano ed i suoi amici mostrando che in fondo al cuore avesse molto coraggio e lealtà.


Altro personaggio iconico è Pluto,

il fedele cane domestico di Topolino della Walt Disney, un cane a quattro zampe, un bracco/bloodhound, fedele ma pasticcione, che esprime i suoi pensieri con versi, gesti e una mimica complessa.

PLUTO
PLUTO








Pippo invece, è un cane antropomorfo, un canide, molto goffo e simpatico, amico di Topolino, che cammina su due zampe, parla ed è vestito come gli umani. Sostanzialmente Pippo è un personaggio umanoide, sbadato, socievole che vive avventure e il suo ruolo è di essere il miglior amico di Topolino.


Pippo e Pluto
Pippo e Pluto

Sono moltissimi i film e cartoon, a volte tratti da storie vere, che vedono gli animali come protagonisti a riconferma, che le narrazioni, con i loro simbolismi e rappresentazioni, ci appartengono fin dalla notte dei tempi anche se oggi li utilizziamo in chiave moderna e tecnologica (o come avatar nel mondo del web). (passo numero 4)

Ciò su cui vogliamo porre l'attenzione è l'immagine iconica che questi "personaggi" ci lasciano in testa fissandosi inevitabilmente come parte emotiva e divenendo strutturata nel mondo del "credere che" ... (Passo numero 3)



Un altro film icona è stata "La Carica dei 101" del 1961 il cui cane protagonista, Pongo, un cane Dalmata, osservando dalla finestra, nella scena iniziale del film, identifica una somiglianza tra persona ed il suo cane e viceversa. Nella scena iniziale le persone passano con i loro cagnolini e Pongo guarda fuori dalla finestra attendendo l'ora della passeggiata; intanto pensa, sperando di trovare una compagna adatta per il suo amico umano e per sé stesso. Durante questa celebre sequenza, Pongo esamina diversi binomi (coppie di cane-umano), precisamente donne e cani che passano proprio sotto casa sua.

Il cane Pongo nota come ogni cane assomigli incredibilmente alla propria umana di riferimento:

un'artista bizzarra con un levriero afgano che lui scarta perché troppo insolite.

Una donna rotondetta con il suo piccolo carlino, ma da Pongo considerate troppo basse.

Una signora elegante con un barboncino curatissimo, ritenute però da Pongo, eccessivamente vanitose.

Una donna anziana in bicicletta con una cagnolina anch'essa scartata perché ritenuta troppo anziana per lui, dunque scartate per l'età, e, infine, una bimba con il suo cucciolo, anch'esse scartate perché ritenute da Pongo troppo giovani.

Dalla finestra da cui Pongo osserva il mondo, l'intorno a sé, intento nella sua ingegnosa ricerca, il suo pensare si illumina quando è colpito dalla cagnolina Dalmata Peggy e da Anita, la sua proprietaria, decidendo così, in fretta e furia che fossero perfette per lui e il suo amico umano Rudy e, nuovamente, si ingegna per attirare il suo compagno fuori per l'ora della passeggiata al parco.


Andate in un parco, sedetevi ed iniziate ad osservare i cani con i loro proprietari (passo numero 8), vi accorgerete di una sorprendente somiglianza, o affinità, come volete.

In alcuni casi l'animale non si svela subito, o viceversa l'umano, ma credeteci, Pongo aveva ragione!

Sono tante le domande interessanti che potremmo porci, giusto per citare il passo numero 7.


Gli animali che vivono con noi sono diventati incredibilmente bravi a conoscerci e capirci e si sta addirittura parlando di un passo evolutivo. Ci sono studi straordinari a riprova di questa affermazione che affronteremo insieme. Come si è già detto e ribadito più volte in questo sito, gli animali compiono sforzi davvero impressionanti quando escono dai loro schemi di pensiero (passo numero 5) esibendo una notevole capacità di adattamento, connotativa questa, come si è già detto, dell'imparare ad imparare. Tale capacità adattativa, che a noi umani fa persino girare la testa portandoci ad un senso di vertigine e, alle volte, anche ad uno strano senso di noia, dato però da quel rifiuto a compiere lo sforzo di pensiero, è proprio ciò che, invece, dovremmo sforzarci di compiere per potere evolvere nelle relazioni, nella comunicazione e soprattutto nell'essere quegli esseri sociali che si sono co-evoluti insieme su questa Terra.


E cosa ci fa una formica con Pluto, Pippo e Pongo?


Nel suo mondo la formica è uno degli esseri più forti, ingegnosi, laboriosi e sociali che vi siano sulla Terra. Utili anche per noi umani quando non esistevano i punti di sutura e gli aghi ad esempio. Da loro abbiamo imparato molte cose che qui non approfondiremo poichè il nostro esempio è solo volto verso una sana riflessione, che è quella sulla relazione che viene prima, che precede, che intercorre, sempre, senza posa e, che è inter-tessuta, come direbbe Gregory Bateson, e, che è già parte del sistema che abitiamo quando nasciamo. Fermiamoci per riflettere e per riprenderci il senso del tempo sano e utile all'essere-umano e, di conseguenza, ri-pensiamo-ci come una relazione che precede (virgola), viene prima, che è molecolare, biologica, chimica, ecc. e, che intercorre tra il nostro modo di osservare, di evolverci, di porci e di esistere nel mondo che abitiamo.

Una relazione che intercorre anche nei modi di pensarci e di esser-ci nel mondo come parte di ...


Vi aspettiamo nei commenti... Esser-ci fa la differenza...

Pelosoficamente






4 commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
Pelosoficamente
Pelosoficamente
31 dic 2025
Valutazione 5 stelle su 5.

Cara Simo stai prendendo dimestichezza con il punto 7 dei 10 passi di Pelosophìa😉!

La risposta c'è ma la tua domanda è bellissima e davvero molto interessante e la vorremmo lasciare tale... Anzi! Potresti rifarla ad oltranza?😜

Da come ti descrivi intuiamo che siate un bel binomio voi due...

Grazie per esser-ci 💕ed esser-ci fa la differenza...😘

Mi piace

Fincato Catia
31 dic 2025
Valutazione 5 stelle su 5.

È vero le connessioni con gli animali sono continue e profonde. Il problema sta nel riconoscerle in mondo che va troppo veloce.....sedersi a guardare le nuvole o a vedere le formiche entrare ed uscire dal proprio nido ti porta ad una connessione con il mondo che ti circonda e ti fà sentire interconnesso ad esso

Mi piace
Pelosoficamente
Pelosoficamente
31 dic 2025
Risposta a

Cara Catia è bellissima questa immagine mentale che da una parte guarda il cielo e le nuvole, ossia l'immenso e l'infinito, dall'altra parte la terra, la formica laboriosa che ci riporta alla concretezza terrena in una interconnessione con il mondo intero da una parte, e dall'altra con il micromondo e, insieme intercorrono le nostre emozioni, il nostro sentire, il nostro guardare, il nostro pensarci nel mondo...

Credo che sia proprio ciò che Gregory Bateson pensasse in Ecology of Mind...

Grazie di cuore per esser-ci💕 ed esser-ci fa la differenza...😘

Buon 2026!

Mi piace

Simo
31 dic 2025
Valutazione 5 stelle su 5.

Bingo!!!!! Anch'io come Pongo a volte mi soffermo a guardare umano e peloso per trarne somiglianzee similitudini😂😂. Poi guardo me e la mia pelosina e devo dire...che ci assomigliamo moltissimo!!! A partire dal colore del manto, agli atteggiamenti, ai timori, le ansie, le partenze a razzo nelle situazioni di stress/allarme e potrei andare avanti ad oltranza. Domanda: solo gli umani influenzano i loro cani o anche il carattere dell'umano viene modificato dal proprio cane? Grazie x il racconto che aiuta a riflettere💞

Mi piace
bottom of page