"La Natura è contesto e interazione" J. M. Godall (E l'osservare dove si pone?)
- 14 feb
- Tempo di lettura: 13 min
Osservare sì … Ma Come?

Cosa significa esattamente questa asserzione apparentemente semplice e breve di Jane Morris Godall: “La Natura è contesto e interazione” ?
Perché siamo interessati allo studio del comportamento o della comunicazione del mondo del vivente?

Moltissime problematiche comportamentali, relazionali-comunicative derivano da una base sbagliata, o per dirla come Alice nel Paese delle meraviglie, derivano proprio dal fatto che viviamo in un tempo fuori squadra… Andiamo sempre di corsa, veloci e sfuggenti, non abbiamo tempo per fermarci, viviamo costantemente nell’idea di immediatezza e corriamo alla velocità della lepre, del cosiddetto pensiero lepre.
Come possiamo cogliere la riflessione, o il mondo dei micro-segnali?
Come possiamo cogliere le sfumature sottili della comunicazione? Della relazione, o quel micromondo che mira a soddisfare i bisogni dell’animale? (… Non di meno anche quello delle persone…) O ancora, come possiamo cogliere la sfera che ci imporrebbe di rispettare i tempi del cane? O del gatto, o del cavallo, o dell’amico che abbiamo accanto?

Fermiamoci un momento e riflettiamo sulla frase di Goethe: “
L’occhio vede ciò che la mente conosce”

Dunque, siamo influenzati dalla conoscenza? E dal modo in cui conosciamo? E che cosa intendeva esattamente Goethe per “mente”? E noi cosa intendiamo esattamente per mente?
Ricordandovi che il cervello è l’organo contenuto nella scatola cranica, vi ripeto la domanda, che cos’è la mente?
Quando usiamo determinate parole siamo certi di conoscere pienamente il loro significato?
Quando parliamo di Intelligenza Artificiale siamo certi che si tratti letteralmente di intelligenza?
Che cos’è l’intelligenza? E come possiamo definirla?
Per intelligenza intendiamo la capacità computazionale? Perché è questo il termine corretto per definire la IA (Intelligenza Artificiale). L'intelligenza Artificiale computa, allora perché la chiamiamo intelligenza?
J.J. Rousseau disse:
“C’è un libro sempre aperto per tutti gli occhi: La Natura”
Ma come osserviamo la Natura? In che modo la percepiamo? E perché è così importante?

Thomas Campbell offre la sua considerazione:
“Capire che esistono altri punti di vista è l’inizio della saggezza… “

Tuttavia, se comprendere che esistono altri punti di vista è l'inizio della saggezza, o T. Campbell sbaglia o abitiamo in un grosso problema… E. Alice nel Paese delle Meraviglie, aveva ragione! Abitiamo un tempo fuori squadra!
Abbiamo parlato e visto, in lungo e in largo, di come l’immediatezza anziché essere una semplicemente risposta, rappresenti, invece, oggi, la società che abitiamo…
Nella società dell’immediatezza è possibile capire che esistono altri punti di vista?
E se davvero capirlo fosse l’inizio della saggezza, l’invito a fermarvi a riflettere non è da prendere alla leggera ma da considerare seriamente.


Altresì, abbiamo visto, partendo dalla famosa fiaba di Esopo “La lepre e la tartaruga” e, passando obbligatoriamente per l’excursus storico a caccia del paradosso di Zenone, oggi ancora corrente tra l'altro, l’attualità dell’analisi psicologica e sociologica che distingue un cosiddetto pensiero lepre, immediato e veloce, come richiesto dal sistema oggi, ben distinto da un pensiero tartaruga, il quale sarebbe meno indicato per l’immediatezza richiesta dal sistema che abitiamo, ma decisamente più efficace e strategico.
Benché queste argomentazioni ci potrebbero apparire fuori contesto quando si parla di animali, esse, al contrario, diventano importanti e indispensabili spunti di riflessione; anzi! Viene da dire che sono di nostra responsabilità!
Argomenti dei quali vi è urgenza di parlare e di dibattere per poter prendere atto che il tempo e, per conseguenza i modi, non sono consoni e non coincidono con quelli dei nostri animali! Per conseguenza logica, sorge la domanda che ci impone di chiederci se il loro Benessere sia garantito! E questa è senza ombra di dubbio una risposta che ci compete ed è di nostra responsabilità.
Loro non ci scelgono, siamo noi a sceglierli ed è una scelta che ha l'imperativo categorico della responsabilità!
Gli animali che abitano il nostro tempo fuori squadra, concetto ribadito dai più grandi sociologhi del mondo, tra i quali Z. Bauman (del quale vi è un report nel Gruppo di Pelosoficamente), subiscono obbligatoriamente, nell'ombra ed in silenzio ovviamente, tutto lo stress e l'inadeguatezza che la realtà della società dell'immediatezza e del tempo reale stabilisce. Non si vedono più compagni che passeggiano, ma zombi con il cellulare che strattonano e vanno di corsa a passeggiare con il cane. Ragazzi davanti agli schermi, o di corsa tra un allenamento e l'altro e un cane annoiato e depresso, che sospira di tanto in tanto restando perennemente in attesa di poter condividere uno sguardo attento e partecipe. Gatti che sembrano posseduti! Ragazzini a cui chiedi cosa sia una gallina e ti rispondono che forse assomiglia a quella che hanno in frigorifero!
In addestramento, ad esempio, o nei percorsi educativi, si incontrano persone o proprietari, ragazzi e studenti (non tutti sia chiaro), che vogliono risultati immediati, risposte e cambiamenti tra un’ora di lezione e l’altra, in un tempo immediato del tutto e subito; perciò, ve lo ri-chiedo, ed è lecito chiederselo, questo tempo può rientrare nel Benessere Animale? O nel Benessere Sociale-Educativo se osservato in un sistema più ampio?

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