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Pelosophìa della relazione: il pensiero lepre e il pensiero tartaruga. Perché nella modernità la fisica quantistica riapre il Paradosso di Zenone?

  • 15 gen
  • Tempo di lettura: 16 min

Aggiornamento: 5 lug

La sfida della modernità ci impone un tempo veloce che spesso ci sfugge di mano, perfettamente integrato con l'idea di società liquida descritta dal sociologo Zygmunt Bauman. Velocità e lentezza, immediatezza e tempo reale, sono le dinamiche che abitiamo che, se osservate con la lente della complessità, ci riportano alla metafora di Esopo con relativa attenzione al paradosso di Zenone, al quale la fisica quantistica è ancora interessata. Perché?


Nella modernità liquida e accelerata diventa imperativo riflettere e comprendere la dinamica interagente del come pensiamo e del come abitiamo le relazioni nel tempo del tempo reale e dell’immediatezza: come ci relazioniamo ai sistemi complessi?

La Pelosophìa della relazione ci invita a porre lo sguardo verso la direzione in cui lento è veloce, osservando con riflessione il cosiddetto Passo dopo Passo, in cui la costante preziosa si colloca in dinamiche che coesistono proprio tra consapevolezza e riflessione, senza evitarle né contrapporle. La lepre e la tartaruga cosa ci insegnano? E perché il paradosso di Zenone resta così rilevante per la fisica quantistica?


La Pelosophìa della relazione ci invita a porre lo sguardo verso la direzione in cui lento è veloce. . . 
Blog di Pelosoficamente.com

La lepre e la tartaruga cosa ci insegnano?


Conosciamo tutti la famosa favola di Esopo con la sua morale che ci insegna che perseveranza e impegno sono più efficaci del talento naturale e persino della velocità, rappresentata, nella favola, dalla sveltezza e dalla agilità della lepre.

[ "Un giorno una lepre si stava vantando con gli altri animali: "Nessuno può battermi in velocità" diceva. "Sfido chiunque a correre come me". La tartaruga, con la sua solita calma, disse: -"Accetto la sfida". "Questa è buona!" Esclamò la lepre scoppiando a ridere. "Non vantarti prima di aver vinto" replicò la tartaruga. -"Vuoi fare questa gara?" Così stabilirono un percorso e, dato il via, la lepre partì come un fulmine: ed era così lontana che quasi non la si vedeva più. La lepre si fermò in segno di disprezzo verso la tartaruga e si mise persino sdraiata all'ombra di un albero per fare un pisolino. La tartaruga nel frattempo camminava con fatica, un passo dopo l'altro. Quando la lepre si svegliò, la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire in tempo."]

La favola "La lepre e la tartaruga" ci narra della vanità della lepre, della sua arroganza e presunzione e della sua superficialità. Esibisce la sfida da una parte e, dall'altra, ci racconta di un lento ma costante impegno rappresentato dalla tartaruga.

Due parti della stessa medaglia!

Si è detto anche che tale metafora abbia generato il più generale e conosciuto proverbio:

" . . .Chi va piano, va sano e va lontano . . ." che aggiunge anche quella sfumatura a latere, che sottolinea di non sottovalutare gli altri, tantomeno di fare affidamento su ciò che si presume siano doti innate.
La Pelosophìa della relazione ci invita a porre lo sguardo verso la direzione in cui lento è veloce. . . 
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In sostanza Esopo mette in scena una dinamica comportamentale e sociale ancora attuale oggi: un conflitto, una sfida, l'impegno e il talento.


Se in una metafora antica come quella di Esopo ritroviamo la stessa attuale dinamica, conflitto, sfida, impegno, talento, è evidente che non appartenga solo al passato e che faccia pensare che appartenga proprio alla struttura stessa delle relazioni umane.

Nella modernità liquida e in un tempo reale accelerato non si elimina una necessità che è però al contempo una enorme tensione tra ciò che siamo portati a fare rapidamente e ciò che, invece, richiederebbe tempo, cura, presenza e pazienza.


La Pelosophìa della relazione ci invita a porre lo sguardo verso la direzione in cui lento è veloce. . . 
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La lepre e la tartaruga non rappresentano due modelli da contrapporre poiché, metaforicamente parlando, esse sono due dinamiche parte della stessa medaglia. Due modalità che coesistono insieme in forze contrapposte e necessarie, l'una esistente se, e solo se, vi sia anche l'altra. Sono due concetti e al contempo due forze che si implicano, sono parte di un'unica medaglia che abita in ciascuno di noi. Sono due ritmi che si intrecciano e che, se osservati con la lente della complessità, non possono non essere insieme, poiché separandoli perderebbero non solo la forza e la dinamica ma anche la relazione stessa.

Il conflitto oggettuale non è tra lentezza e velocità, ma tra l’illusione di poter scegliere un solo ritmo, nella presunzione di poterli liquidare e svincolarli mentre nella realtà coabitano e coesistono entrambi nell'interdipendenza.

La sfida non è correre o rallentare, ma comprendere quando una modalità diventa cieca percorrendo così un parallelo inesistente.

Se ci prendiamo il tempo e osserviamo la danza comunicativa interagente degli animali, che è per lo più non verbale, non vedremo quasi mai opposti imposti. Anzi, in una tale eventuale disfunzione è esattamente la dinamica opposta che diventa la forza dell'interazione stessa necessaria per poter smuovere un'interazione sbilanciata e disfunzionale.

La sfida dunque non è tra velocità e lentezza, tra fermarsi e correre, ma si realizza nella saggezza che ha elaborato un fatto, nella comprensione non solo concettuale e metaforica che ci riporta al sistema della coesione e della coesistenza a vantaggio di un equilibrio trasformativo ed evolutivo insieme.

L’impegno non è la negazione del talento, così come il talento non è la negazione della costanza, sono semplicemente forme che, se integrate nei nostri modi di pensare, generano movimento reale, interazione, appunto.

È qui che la Pelosophìa della relazione si inserisce, non per giudicare ma per osservare come queste dinamiche si manifestano, si intrecciano e si trasformano in modo generativo e plastico.

Lento è veloce è un oggetto del pensiero interagente e funzionale.
La Pelosophìa della relazione ci invita a porre lo sguardo verso la direzione in cui lento è veloce. . . 
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