La storia della cicogna
- Lorena Bianchi
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
È famosa la Storia della cicogna di Karen Blixen, una storia che le narravano da bambina...
Per Karen Blixen la cicogna custodiva nella sua immagine tutte le storie… L’immagine della cicogna rappresenta il dono del racconto, della narrazione e della vita stessa come se la cicogna fosse lei stessa una storia in continua evoluzione. La "storia della cicogna" di Karen Blixen è una metafora della vita inclusa della sua narrazione.

"Una notte un uomo che viveva nei pressi di uno stagno, fu improvvisamente svegliato da un gran rumore. Allora l'uomo uscì nel buio della notte e si diresse verso lo stagno ma nell'oscurità, correndo in su e in giù, a destra e a manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. In quell'istante trovò una falla sull'argine da cui uscivano acqua e pesci. E così l'uomo nel cuore della notte si mise immediatamente al lavoro per tappare e riparare la falla tornando a dormire solo quando ebbe finito di riparare la falla dello stagno. La mattina seguente, affacciandosi alla finestra, l'uomo vide, con sorpresa, che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna."
La storia della cicogna è una storia tramandata...
La cicogna è a tutti gli effetti un archetipo che viene da lontano esattamente come lo strumento della narrazione.
Lo strumento della narrazione era un rituale propedeutico per la diffusione della conoscenza. Le nenie, le filastrocche, le ninne nanne, e così via, avevano la preziosa funzione di tramandare la saggezza utile alla sopravvivenza. Insegnavano così ad ascoltare, a memorizzare, a partecipare, a restare in silenzio e, a rifletterci, a volte, anche, a dormendoci sopra, come avviene ancora per alcuni.
È da molto lontano che arrivano le storie e molte si assomigliano e, anche se non c’era né la scrittura, né internet, alcune hanno fatto fatto il giro della Terra.
..."Le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura della cicogna"...

È stata forse la forza della grande fatica che ha fatto vedere a quell'uomo il disegno della cicogna?
O semplicemente guardava dalla prospettiva giusta? E noi da un'altra prospettiva, se avessimo potuto affacciarci da un'altra finestra, cosa avremmo potuto vedere? Il nostro stato d'animo, il nostro vissuto, la nostra esperienza, avrebbero influenzato il vedere l'immagine della cicogna? Vi assicuro che potremmo andare avanti a porci infinite questioni e tante ne sono state fatte e davvero molto interessanti. Sulla storia della cicogna di Karen Blixen ci hanno discusso in molti e con profondità. Si discute spesso anche sul ruolo che ha avuto (e, che ha anche oggi) il narratore, sul quale vi invito a riflettere poiché il narratore compie una scelta importante.
Adriana Cavarero in “Tu che mi guardi, tu che mi racconti” analizza con molta competenza e analisi la storia della cicogna ed entra nel cuore dell’analisi trattando sulla funzione della narrazione nella ricerca dell’identità:
il soggetto, per l'autrice, è unico, irripetibile e sessualmente definito... “... L'arte del narrare ha il potere di ricondurre ciascuno alla propria identità e il racconto altro non è che la ricerca da parte del soggetto di questa identità" ... " ...Contro l'oblio, dunque, la storia del soggetto va in cerca del suo racconto. Tra identità e narrazione c'è infatti, un forte rapporto di desiderio: il soggetto desidera il racconto in quanto solo così recupera la coscienza della sua unicità...".
Il narrare una storia, scriverà la Cavarero, significa inserire qualcosa e qualcuno in un discorso che è anche memoria. In questo risiede l'unicità dell'esistenza. E continua (pag.8): " ... Ci si può tuttavia porre la questione del potere di chi racconta..." "...e chi cammina sul terreno non può vedere la figura che i suoi passi si lasciano dietro, gli è necessaria un' altra prospettiva ..." (pag. 10).

La vita è come il disegno della cicogna, produce un racconto a seconda delle prospettive con cui la osserviamo e, mentre raccontiamo la storia, la nostra storia, essa è solo un racconto, non la storia stessa...
Mi fermo qui sulla porta della riflessione benché si potrebbe scrivere ad oltranza sulla storia della cicogna.
Vi invito a riflettere, a commentare e soprattutto vi invito a compiere lo sforzo di traslare queste riflessioni su quella storia da raccontare quando, quella precisa storia si fa voce nella vita dei nostri amici pelosi.
Anche loro racconterebbero di sé la storia che raccontiamo noi di loro?
Non importa rispondere a questa domanda (e non ve ne è una giusta o sbagliata), ciò che è importante davvero è porsela questa domanda tra i silenzi della nostra giornata.

Scriveteci nei commenti!
Lorena Bianchi




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