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Il cane è un sistema integrato e interagente che sfugge alla semplificazione: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane.

  • 5 giu
  • Tempo di lettura: 17 min

Aggiornamento: 3 ore fa

Sul Benessere Animale. . .

biomeccanica-neurobiologia del cane Blog di Pelosoficamente
Il cane è un organismo complesso costantemente interconnesso tra dentro e fuori di sé attraverso una rete di processi funzionali interagenti senza posa e in tempo reale.


Nel dibattito contemporaneo sul Benessere Animale, il cane viene spesso analizzato attraverso distretti anatomici isolati, come se la sua fisiologia potesse essere sezionata in compartimenti stagni.

È una tentazione diffusa, soprattutto quando si cerca di giustificare pratiche consolidate o strumenti di gestione che appartengono più alla tradizione che alla scienza; eppure, ogni volta che si tenta di ridurre il cane a un singolo segmento, il collo, la schiena, l’arto e, così via, si perde inevitabilmente la natura stessa dell’animale.


Il cane è un organismo la cui identità funzionale è definita da una rete complessa, continua e interdipendente di sistemi biomeccanici e, insieme, neurobiologici in relazione continua.








Il cane non è un insieme di parti ma un sistema integrato e interagente.

Biomeccanica e neurobiologia del cane 

La sua locomozione, la sua postura, la sua percezione, la sua regolazione tonica e perfino la relazione con l’ambiente e con l’umano, emergono da un intreccio costante tra muscoli, fasce, articolazioni, midollo spinale, cervelletto, sistema vestibolare e vie discendenti corticali.

Ogni gesto, anche il più minimo, è il risultato di una cooperazione istantanea tra questi livelli che processano in un sistema interagente ed interconnesso.

Non esiste un movimento “locale”, così come non esiste una funzione “isolata”, ciò che accade in un punto del corpo è sempre la conseguenza interagente di un equilibrio globale.

È proprio questa rete a rendere impossibile (e scientificamente scorretto) paragonare il cane all’uomo. Le due specie non condividono né la postura, né la biomeccanica, né la distribuzione delle forze, né la struttura del controllo motorio e tantomeno la percezione del mondo.

Un sistema integrato che sfugge alle semplificazioni: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane. Blog di Pelosoficamente.com

Il cane è un quadrupede cursoriale, progettato per trasmettere forze lungo catene muscolari che attraversano l’intero corpo, mentre l’uomo è un bipede stazionario, la cui biomeccanica cervicale non ha alcun ruolo nella locomozione.

Gli studi che un tempo tentavano paragoni diretti tra le due specie sono stati rivisti, superati o invalidati, ritenuti imprecisi e fuorvianti proprio perché incapaci di cogliere la complessità e le sostanziali differenze tra i sistemi coinvolti.

Quando e se, si ignora questa complessità, si finisce inevitabilmente per produrre interpretazioni e raggiungere conclusioni fuorvianti e profondamente sbagliate che intervengono però all'interno delle relazioni non rendendo, di fatto, il cosiddetto Benessere dell' Animale tanto invocato ma poco conosciuto nei suoi aspetti più profondi ed essenziali. E ciò che accade quando per esempio, si afferma che un cane “ha un collo forte perché è un predatore "e, che per questa ragione, sarebbe naturalmente predisposto a sottoporsi e, sopportare, strumenti e forze che agiscono proprio su quel distretto. Tuttavia questo è un ragionamento induttivo, non supportato da nessun studio scientifico che per altro confonde la forza con la funzione e, la funzione con l’uso improprio e imposto che diviene, nel tempo, un grosso danno strutturale e implosivo sul sistema, ivi incluso quello del Benessere psicologico.

Ciò che in questo Blog si ritiene essere molto grave, è che nessun controllo delle informazioni venga supervisionato nei Social Media e, ancor peggio, che taluni professionisti si avvalgano del "mio veterinario ha detto" o "il mio neurologo ha detto" e, così via, per avvalorare le loro personali credenze che però di realmente scientifico non hanno un gran che, poiché, se ci si avvale della figura medico-veterinaria per affermare credenze di comodo, quel tale professionista deve necessariamente sottoscriverle assumendosene la responsabilità.

Un sistema integrato che sfugge alle semplificazioni: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane. Blog di Pelosoficamente.com

Il collo del cane, per esempio, che pare essere uno degli argomenti più dibattuti per giustificare addestramenti che sono, a tutti gli effetti coercitivi, è certamente costruito con fasce muscolari potenti ma la sua potenza è orientata a movimenti attivi, generati dall’animale stesso, non a trazioni passive, (retrograde, circolari o compressive); la sua forza è parte di un sistema di sospensione e di trasmissione delle forze che coinvolge l’intero corpo, tutt'altro che un invito evolutivo adatto a esercitare pressioni esterne e, meno che meno volte a simulare quelle materne.

La neurobiologia cervicale, poi, è tutt’altro che “robusta” nel senso ingenuo del termine, poiché è una regione densissima di motoneuroni alfa e gamma, di afferenze propriocettive raffinatissime, di strutture vascolari e nervose che regolano funzioni vitali come la respirazione, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e l’equilibrio. Il nervo vago, le giugulari, le carotidi, i barocettori e i fasci profondi non sono elementi secondari, sono nodi centrali della regolazione neurovegetativa. Interferire con questa regione significa interferire con l’intero sistema non con un singolo muscolo.

È qui che la rete biomeccanica-neurobiologica del cane mostra tutta la sua importanza come sistema integrato e interagente.


Un sistema integrato che sfugge alle semplificazioni: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane. Blog di Pelosoficamente.com


Ogni movimento del cane, come per altri animali è il risultato di un dialogo continuo, costante e ininterrotto tra midollo spinale, cervelletto, sistema vestibolare e catene muscolari profonde. La postura non è mai statica ma un equilibrio dinamico che si ricalibra istante per istante senza posa.
Un sistema integrato che sfugge alle semplificazioni: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane. Blog di Pelosoficamente.com

La propriocezione non è un senso “in più” ma il fondamento stesso della stabilità e dell’orientamento.

La locomozione non è un atto meccanico, ma un processo neurobiologico distribuito.

Ridurre tutto questo a un distretto anatomico significa dividerlo dal tutto, oltre che, essere una conoscenza sommaria e profondamente frammentata poiché significa tradire la natura dell’animale e non rispettarla.

Eppure, nel dibattito pubblico, capita spesso che chi affermi con estrema sicurezza un sapere lo faccia senza considerare questa importantissima complessità riferita ad un sistema integrato. . .

Professionisti distratti?

Professionisti non aggiornati?

Banalizzazione? Soprattutto nei Social Media ci si ritrova a guardare un video, un’immagine, un post di un singolo tratto anatomico su cui vengono edificate verità, forse costruite con AI, sulle quali sembrano edificarsi teorie evolutive che piacciono ai più perché ci giustificano e perché ci impongono di non riflettere e di non conoscere.


E così, come se nulla fosse, fuori da ogni controllo, in rete escono sempre nuove verità che si aggiungono, alla velocità della luce come se fossero realmente teorie evolutive o comportamentali, che però, di fondato hanno solo i numeri di visualizzazioni (per lo più comprati) di seguaci ingenui che inconsapevoli credono e seguono. E, qualora si osi, per amore di informazione, precisare o quantomeno tentare di farlo attraverso un dialogo, ci si imbatte in una vasca di pirania agguerriti. Se invece, il professionista è esperto di social sembra più gentile del pirania ma inizia a richiedere l'onere della prova (ma questo lo fanno i più furbi che sanno che così facendo aumentano le visualizzazioni) spostando su di te il tempo della risposta a cui loro non sanno rispondere; oppure ti accusano di presentare fuffa fritta e, infine, poi ti bannano, ovviamente dopo averti insultato e, prima che tu possa ribadire. . .

Nulla di strano, è un fenomeno noto, quando la scienza è complessa, la semplificazione diventa seducente ma la seduzione non è un criterio epistemico, tantomeno favorevole al Benessere Animale e, noi ingenui, seguiamo la massa perché così fanno tutti anche se la verità è, che la rete biomeccanica–neurobiologica del cane, come quella di altri animali, non può essere interpretata, ridotta, né usata per giustificare strumenti o metodi che interferiscono con essa, ma non solo perché “non si dovrebbe” ma perché non è scientificamente coerente distorcere i dati reali, non è etico e, soprattutto non va a beneficio di nessuno, meno che meno dell'animale.

La fisiologia del cane non è stata progettata per sopportare pressioni esterne su un singolo distretto ma per funzionare come un sistema integrato.
Un sistema integrato che sfugge alle semplificazioni: la connessione biomeccanica-neurobiologica del cane. Blog di Pelosoficamente.com

Ogni interferenza locale produce effetti globali. Ogni compressione altera equilibri che non sono visibili ad occhio nudo.

Ogni trazione modifica la relazione tra percezione, postura e movimento.

Poter comprendere l'interconnessione significa restituire all'animale la sua complessità piuttosto di ridurlo a mero valore strumentale, collaterale, del miglior offerente o, di colui che la racconta meglio.

Poter comprendere l'interconnessione significa riconoscere che l'animale non è un oggetto da gestire, ma un organismo e un individuo da comprendere.

Significa ricordare che la scienza non procede per analogie e induzioni superficiali, ma per analisi profonde e con metodo rigoroso.

Molti studi scientifici che hanno posto comparazioni tra noi umani e il cane sono stati rivisti e invalidati, ritenuti superati e imprecisi. L'animale, come continuiamo a ribadire in ogni articolo, non può e, non deve essere ridotto a ciò che ci fa più comodo osservare e, meno che meno, ad una giostra di introiti da mercanti.


" . . . La mamma di Giacomo ha cambiato quattro oculisti finché ha trovato quello che non prescrivesse gli occhiali a suo figlio per il semplice fatto che a lei non piacevano le persone con gli occhiali ma non per il fatto che Giacomo non avesse bisogno degli occhiali! . . ."

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